レトロヴェイパーウェーブ

“L’estetica come tempo alternativo: vivere nel filtro NewRetrowave”

🎶 RETROWAVE x VAPORWAVE: il futuro visto con un filtro anni ’80 🌴🌌

Il movimento Newretrowave, come abbiamo già accennato, nasce principalmente dalla musica.
Ma per immergerci davvero nei suoi mood, ciò che ci accompagna e completa l’esperienza è l’estetica, che a mio parere rappresenta l’esatta metà del movimento stesso.

Colori accesi al neon, tramonti digitali, palme sintetiche, VHS sgranati e grafiche 3D primitive generano un sentimento ironico e nostalgico-malinconico per un futuro che appartiene a quegli anni — un futuro che il cinema e le pubblicità ci avevano promesso, pieno di divertimento e innovazione, ma che in fondo non è mai arrivato come prospettato… o, quantomeno, non lo abbiamo vissuto, complice il salto generazionale.

Andando più nel dettaglio, ecco i due aspetti che più mi affascinano dei sottogeneri retrowave e vaporwave 👇


💾 Retrowave
Tra le estetiche del genere retrowave troviamo soprattutto reticoli al neon su sfondi scuri, palme immancabili e tramonti infiniti.
Mi affascina in particolare il momento in cui il sole sfiora l’orizzonte, perché racchiude l’essenza di questa estetica: la transizione.
È l’attimo sospeso tra giorno e notte, tra energia e quiete, tra realtà e sogno.

Un’atmosfera che evoca la libertà di guidare senza meta, avvolti da luci al neon, con la giacca di jeans ancora addosso, fermandosi a un fast food o davanti a un film splatter dagli accenti dark.
Forse è proprio questa la forza della retrowave: farci sentire liberi e infiniti, anche solo per un istante.


🌀 Vaporwave
Il filone vaporwave, invece, si muove su un piano più concettuale: una critica estetica al capitalismo digitale.
Prende ispirazione da loghi anni ’90, glitch visivi, statue greche in pose surreali e elementi informatici vintage — finestre di Windows, scritte in giapponese, forme geometriche dai contorni netti e palette pastello.

È un collage visivo e sonoro che trasforma la nostalgia in arte digitale, mescolando ironia, malinconia e senso del paradosso.
Evoca anch’esso una sensazione di leggerezza e libertà, scevra dalle tensioni sociali e dal prendersi troppo sul serio — una poetica dell’assurdo estetico, che trasforma il passato in un sogno sintetico e malinconico.


Entrambe le estetiche emozionano nella loro “originalità” intrisa di elementi ricorrenti, e ci ricordano che il tempo non è lineare, ma un loop di nostalgia e pixel.
Siamo noi a scegliere come viverlo — e quale filtro applicare al nostro personale futuro retro. 🌇

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